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Social Network: sono strumento di relazioni e conoscenza



Alcuni giorni fa ho partecipato ad un mini convegno, presso il Senato della Repubblica, sul tema della comunicazione politica, in particolar modo su l’utilizzo da parte di onorevoli e senatori ( e non solo) della rete e dei vari social network, su tutti Facebook e Twitter, per tenere aggiornati i cittadini sullo svolgimento della propria attività politica sia a livello istituzionale che territoriale.

È indubbio che la rete e i social network rappresentino un’opportunità notevole per garantire ai cittadini un’adeguata conoscenza su tematiche di importante rilevanza. Il recente caso dei referendum costituisce, a tal proposito, una prova lampante di quanto tali strumenti possano, come si suol dire, mobilitare, smuovere le coscienze.

Ma quali sarebbero i vantaggi derivanti dai social network? Innanzitutto la miriade di contatti che si creano e che devono necessariamente essere trasformati in relazioni e in un sistematico scambio di idee ed opinioni. I profili, infatti, devono essere costantemente aggiornati e gestiti per poter effettivamente “guadagnare” in termini di immagine e visibilità.

Oltre all’aggiornamento del proprio status credo sia opportuno, a mio modesto parere, rispondere ai commenti che vengono lasciati sulla propria bacheca al fine di dare una effettiva percezione del rapporto diretto che si è instaurato ( o si sta instaurando) con chi ci segue. Il primo obiettivo deve essere quello di informare e aumentare la conoscenza dei naviganti e metterli nella più giusta e adeguata condizione per farsi un’opinione, un’idea.

I social network, quindi, come importanti strumenti di feedback per la politica. Ma non solo. Anche come strumenti capaci di “far assumere ” alla televisione una nuova caratteristica: l’interattività.

Ormai è sempre più in auge il fatto che un politico ( o un personaggio pubblico in generale) non solo dia preventivamente notizia in rete della sua partecipazione ad una trasmissione o ad un dibattito televisivo ma anche che il suo staff sottoponga agli “amici della rete” (quasi in tempo reale) i contenuti dei suoi interventi al fine di dare loro la possibilità di commentarli positivamente, superficialmente, approfonditamente, negativamente o in qualsiasi altro modo ritengano opportuno.

In questo modo il politico riceve altri feedback sull’efficacia o meno del suo linguaggio e il telespettatore ha la “sensazione” di non essere solamente un mero destinatario di contenuti ma di poter attivamente partecipare alla discussione che si tiene in studio.

Aggiungerei, ma è un’opinione strettamente personale, che i social network potrebbero anche contribuire “all’umanizzazione” di alcuni personaggi, per ovvi motivi molto distanti da noi, qualora sulla bacheca del proprio profilo si decidesse di far precisi riferimenti anche al proprio vissuto e alla propria esperienza di vita.

(inserito il 11/07/2011)

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