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Wikipedia, enciclopedia o modello anche per l'informazione online?



Conitnuano i recod di Wikipedia, al tempo stesso un'enciclopedia ed un'agenzia di stampa alternativa basata sulla cooperazione.

Secondo i dati di settembre 2004 giunti in questi giorni oltre un milione di voci in quasi cento diverse lingue dall'apertura del sito, il 15 gennaio 2001. Tutto rigorosamente gratis.

Un successo che continua ad attirare attenzioni sul progetto. La Microsoft, titololare di Encarta, ha annunciato che modificherà la propria creatura proprio basandosi sul modello di Wikipedia.

I contenuti dell'enciclopedia mondiale, Wikipedia, saranno anche linkati nei risultati di ricerca di Yahoo!. In cambio, il portalone fornirà hardware e risorse alla Fondazione Wikipedia,

Ma qual'è la natura e la storia di Wikipedia? L’utopia dei creatori dei primi sistemi ipertestuali, ovvero quella di creare una rete globale e libera in cui ognuno poteva considerarsi a sua volta ‘autore’ e ‘lettore’ dei contenuti, è diventata realtà già alcuni anni fa con il World Wide Web, la rete Internet come noi la conosciamo.

Forse i primi utopistici sostenitori dell’Hypertext non erano pero’ in grado di prevedere le enormi potenzialità ad esso correlate.

Da appannaggio di pochi esperti, oggi invece Internet è diventato uno strumento diffuso ed ampiamente utilizzato, con modalità ed approcci diversi secondo le proprie esigenze.

Questa crescita esponenziale, dovuta anche all’abbassamento dei costi ed alla semplicità di utilizzo, ha permesso la nascita di progetti interessanti ed innovativi che sfruttano efficacemente la potenzialità del nuovo media.

Tra l’eterogeneità delle attività che si possono trovare nel WWW, particolarmente interessante è l’innovazione apportata dall’enciclopedia Wikipedia, http://it.wikipedia.org/.

Il progetto di realizzare un’enciclopedia on-line, gratuita ed accessibile a tutti, ma soprattutto in cui tutti possono contribuire, creando un vero e proprio ‘volontariato’ della conoscenza, nasce nel 2001 ed attualmente conta già un milione circa di voci catalogate, tanto da essere paragonata alla famosa enciclopedia Britannica.

I contenuti vengono inseriti gratuitamente dai membri della community di Wikipedia, che sono allo stesso tempo lettori ed autori in linea con la ‘filosofia’ ipertestuale, e sono accessibili gratuitamente a tutti, riassumendo in maniera intelligente tutte le peculiarità della Rete.

Wikipedia non da spazio alla fantasia, né alla semplice enumerazione dei fatti; pretende intelligenza, imparzialità (per quanto possibile), sensatezza, creatività, voglia di condivisione, legalità, il tutto in una giusta miscela di equilibri.

Tuttavia, molti sono gli interrogativi e le critiche che riguardano da vicino la comunità.
Molti si chiedono, infatti, se l’iniziativa riuscirà a rimanere fedele ai principi di collaborazione e di apertura sui quali è stata fondata, nonostante la crescita mensile del 7%.

«Uno dei misteri dell’economia di scala è che apparentemente non ne esiste nessuna che vada a buon fine», commenta Clay Shirky, editorialista di cultura, media e tecnologia. «Qualsiasi cosa può essere resa 100 volte più grande di come è. Se funziona, si è portati a pensare di avercela fatta. Ma accrescerla ancora anche solo di dieci volte può distruggere tutto. Pertanto non saprei dire se i valori di apertura e cooperazione siano o meno incompatibili con le dimensioni di Wikipedia».

Le maggiori difficoltà che l’enciclopedia si trova ad affrontare sono relative essenzialmente alle sue modalità di creazione e controllo delle voci.

Inoltre, non è chiaro se l’enciclopedia libera sia o meno in grado di coprire tematiche specifiche e settoriali in maniera sufficiente a farla ritenere una fonte di informazione a tutto tondo che possa essere presa come unico punto di riferimento.

Infatti, come già illustrato, qualsiasi membro della comunità Wikipedia può scrivere una voce di glossario, che successivamente può essere editata da un qualsiasi altro membro.

In questo modo però i termini non sono mai finiti, perché chiunque può apportarvi cambiamenti in qualunque momento. Di conseguenza, questo vuol dire anche che non esiste un’autorità finale in grado di certificare l’accuratezza delle definizioni e la veridicità si presuppone derivare dall’autocontrollo degli aderenti all’iniziativa.

Gli scetticismi riguardano, quindi, la mancanza di un controllo ufficiale, anche se l’attività è comunque regolata da alcune norme che indicano gli elementi che non devono essere inseriti, relegando tra questi le tesi personali, argomenti non riconosciuti e non verificabili, ricerche e materiale protetto da copyright.

Jimmy Wales, presidente della Fondazione Wikimedia, afferma: «Wikipedia è enorme e ha alle spalle una comunità di membri estremamente attiva, ma non solo. La sua qualità è ogni giorno maggiore. Viene sempre più spesso citata anche da ricercatori ed esponenti del mondo accademico»

Il progetto, nonostante critiche e scetticismi, sembra comunque godere di ottima salute ed a testimoniarlo è anche la nuova iniziativa di informazione libera, Wikinews, nato dallo staff di Wikipedia.

Wikinews è il tentativo di riproporre le modalità usate per l'enciclopedia per la costituzione di una fonte aggiornata di notizie sull'attualità.
E' quindi una sorta di Blog, un giornale scritto dai lettori, una fonte di aggiornamento sui fatti del presente, ma anche un'agenzia di stampa indipendente, alternativa alle private come Reuters e Associated Press, o almeno questa è l'intenzione.

Anche qui vi sono alcune difficoltà, dovute sopratutto all'etica dell'informazione, alla violazione del diritto d'autore sui materiali che vengono pubblicati ed al lento processo che porta una notizia ad essere considerata affidabile.

Il percorso di pubblicazione delle news è quindi più complesso, ma anche più controllato: ogni articolo deve passare per quattro stadi, a partire dallo sviluppo per arrivare all'archiviazione, in modo da poterne garantire la veridicità.

Ciascuna notizia pubblicata è protetta dalle licenze GNU FDL (Free Documentation License) che garantiscono la libera distribuzione e modificazione dell'originale, a patto di conservare nella ridistribuzione la licenza originaria.

Il mondo della conoscenza, e quindi anche quello dell’informazione sta iniziando ad esplorare nuovi orizzonti ed a dirigersi verso nuove potenzialità.
Non si può conoscere l’evoluzione che ne seguirà, ma è importante, soprattutto per i professionisti del settore, non limitarsi a ‘guardare’.

(inserito il 22/04/2005)

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